5 cose che credevi di sapere sull’Intelligenza Artificiale

Aggiornamento: 4 apr


Se ne sente parlare ovunque: l’Intelligenza Artificiale è il tema del momento. E sembra quasi che la tecnologia sia all’origine della strategia aziendale invece che lo strumento per attuarla.

E’ importante invece che manager e imprenditori capiscano che l’Intelligenza Artificiale è il mezzo - potentissimo - che permette di creare nuovo valore per le aziende, solo a condizione di comprenderne i limiti e le corrette modalità di implementazione. In altre parole, è indispensabile capire che l’Intelligenza Artificiale è il supporto a una strategia complessiva.



Se è vero che l'Intelligenza Artificiale è una importante leva strategica con cui le aziende possono costruire il proprio successo di breve e lungo periodo, occorre sgombrare il campo da alcuni luoghi comuni:

1 “L’Intelligenza Artificiale funziona come il cervello umano”.

E’ vero: le reti neurali e le applicazioni del machine learning possono sorprendere per la loro accuratezza. Ad esempio, i software di riconoscimento facciale arrivano a superare i risultati che potrebbe dare l’osservazione da parte di un essere umano. Tuttavia, è bene ricordare che queste tecnologie sono programmate per svolgere esattamente una funzione data, mentre non sarebbero in grado di affrontare e risolvere problemi anche semplicissimi, se non adeguatamente predisposte all’origine, dalla programmazione umana.

In sostanza, l’Intelligenza Artificiale è una branca dell’ingegneria informatica che seleziona problemi specifici e sviluppa software in grado di risolverli, con criteri e modalità che però sono definiti fuori dal sistema.



2 “L’Intelligenza Artificiale apprende da sola”

Che le macchine siano autonome e non richiedano manutenzione è un’illusione alla quale è meglio rinunciare presto. Lo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale si basa sul lavoro di data scientist umani che continuano a sviluppare il software per integrare nuove tecnologie e nuovi dati nel ciclo di apprendimento della macchina.

Il ruolo dell’essere umano continua a essere la base perché le macchine, anche quelle intelligenti, possano essere efficaci.



3 “L’intelligenza artificiale è obiettiva e priva di pregiudizi”.

Il livello di imparzialità (e di parzialità) delle analisi effettuate tramite Intelligenza Artificiale dipende dal livello di oggettività o di parzialità delle decisioni che gli esseri umani hanno adottato nella scelta di dati, regole e input alla base dello sviluppo, attraverso un processo di identificazione del problema da risolvere, raccolta dei set di dati e alla continua integrazione di nuove tecnologie e nuovi dati. Detto in altri termini, le analisi, le stime e i comportamenti dell’Intelligenza Artificiale rispecchiano e sono direttamente proporzionali ai criteri e alle scelte dei data scientist e degli sviluppatori. La soluzione generalmente adottata per limitare questo problema è di creare team eterogenei di professionisti che lavorano all’AI, così che la ricchezza di visioni e approcci porti a una scelta altrettanto eterogenea di dataset e di soluzioni tecnologiche.



4 “Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale sostituiranno soltanto i lavori ripetitivi”.

L’analogia con i robot che hanno sostituito gli esseri umani nelle catene di montaggio delle industrie automobilistiche sembra quasi immediata, tuttavia l’intelligenza artificiale supera questo Contesto. Si apre la possibilità di una vera collaborazione tra esseri umani e macchine. Un esempio sono le tecnologie di imaging utilizzate nel settore sanitario che permettono di analizzare una radiografia molto più velocemente e in modo più accurato di quanto sia possibile al radiologo stesso. Così come nel settore sanitario, anche nel finanziario si fa largo uso dell’intelligenza artificiale, nello specifico per la gestione dei portafogli e l’individuazione di anomalie nelle operazioni di online banking. Gli esempi possono moltiplicarsi all’infinito. Le macchine saranno uno strumento sempre più affidabile e di supporto per i professionisti in qualsiasi ambito. E questo comporterà per qualsiasi professione, l’acquisizione di nuove competenze.



5 “Solo alcune aziende hanno bisogno di intelligenza artificiale”

Quando si pensa all’AI, si tende a concentrarsi su alcuni settori e ad escluderne altri, in realtà ogni organizzazione dovrebbe verificare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e le sue applicazioni nell’ambito della propria specifica strategia. Un esempio lampante potrebbe essere quello dell’agricoltura, che sta per essere attraversata da una vera rivoluzione a partire dai Big Data. Sul breve periodo, le organizzazioni che trascureranno l’innovazione tecnologica, rinunceranno a un grande vantaggio competitivo a tutto beneficio dei concorrenti, mentre sul lungo periodo rischiano di decretare il proprio fallimento.


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